Tenute Dettori
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Tenute Dettori

Le Tenute Dettori si trovano a Badde Nigolosu, in provincia di Sassari, nel comune di Sennori che fa parte della "Romangia", zona geografica del Logudoro, a Nord-Ovest della Sardegna nella Zona Storica del Cannonau. In Romangia il vino si produce da oltre 3000 anni ed in epoca romana era, assieme a Cagliari ,la zona vitivinicola più prestigiosa della Sardegna. Il territorio è collinare e la composizione del terreno prevalentemente calcarea. I vigneti sono antichi, ad alberello sardo, senza irrigazione e la famiglia Dettori lavora questa terra da secoli coltivando oltre la vigna, grano, ortaggi, frutteti e oliveti. La cantina è semplice e tradizionale. costruita totalmente interrata e coibentata naturalmente attraverso il grande spessore delle pareti ( 2 metri). Le uve, il mosto e il vino si muovono a caduta; il materiale di fermentazione e maturazione è il cemento. I vini vengono integralmente prodotti ed imbottigliati nella zona di produzione dalle Tenute Dettori. Dopo la selezione manuale di tutti i grappoli l'uva viene disraspata ma non pigiata e viene lasciata a macerare nei tini di cemento senza aggiunta di alcuna solforosa. La durata della macerazione va da due a venti giorni e la svinatura avviene sempre a mano per preservare la buccia. L'imbottigliamento avviene di solito dopo due-tre anni. In Cantina non si utilizza alcun prodotto di chimica di sintesi oltre allo zolfo. Il vino non viene filtrato, non chiarificato, non barricato ed eventuali residui e CO2 sono naturali. Ogni bottiglia può essere diversa. La produzione totale annua va dalle 20.000 alle 45.000 bottiglie e tutti i vini prodotti sono dei cru, da ogni vigna storica e tradizionale nasce un vino. Inoltre i vini vengono tutti lavorati "in purezza".

TRIPLE "A"

Dieci anni fa nascevano ufficialmente le Triple A, un movimento di produttori  che si sono uniti in opposizione alle lobbies delle multinazionali della chimica che utilizzando le università, il potere politico e i mass media, erano riuscite a distruggere il vino trasformandolo in una bevanda standardizzata, senza anima e di difficile consumo. La linea di pensiero di questo movimento si fonda sulla convinzione  che i grandi vini, i vini emozionanti, sono frutto di un lavoro agricolo ormai quasi scomparso e di una vinificazione la meno interventista possibile. Il vigneto coltivato come un orto. Il manifesto dei produttori Triple A indica i criteri di selezione fondamentali che accomunano gli ultimi superstiti che producono vini degni di essere un mito come è sempre stato nella storia dell’uomo.

Secondo questo manifesto, per ottenere un grande vino, ad ogni produttore occorrono 3 doti basilari riassumibili nelle 3 A di:

 "A" come Agricoltori

  • soltanto chi coltiva direttamente il vigneto può instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, ed ottenere un’uva sana e matura
  • esclusivamente con interventi agronomici naturali

"A" come Artigiani

  • occorrono metodi e capacità “artigianali” per attuare un processo produttivo viticolo ed enologico che non modifichi la struttura originaria dell’uva, e non alteri quella del vino 

"A" come Artisti

  • solamente la sensibilità “artistica” di un produttore, rispettoso del proprio lavoro e delle proprie idee, può dar vita ad un grande vino dove vengano esaltati i caratteri del territorio e del vitigno 

Da queste considerazioni iniziali si ricava un decalogo, le cui regole devono essere rispettate da chi voglia produrre vini Triple "A".