Azienda Agricola LA TOSA
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Azienda Agricola LA TOSA

Azienda Agricola "La Tosa" di Stefano e Ferruccio Pizzamiglio Località La Tosa - 29020 Vigolzone (PC) Una famiglia, la passione per il vino, la gioiosa e caparbia voglia di produrlo in una bellissima zona come i Colli Piacentini, dalle notevoli potenzialità non appieno valorizzate e divulgate, spinti dal desiderio e dall’istinto di esplorare ogni piega di vitigni e territorio, e di farli conoscere, attraverso i vini, l’ospitalità, il museo. Nata nel 1980, anno dell'impianto dei primi vigneti, è stata tra le prime aziende a credere nella produzione di vini fermi nei Colli Piacentini e di vini strutturati in Emilia. I vigneti sono il cuore pulsante de La Tosa, ne racchiudono l’anima e l’identità più profonde. Diciannove ettari di vigna tutti stretti attorno all’azienda, tredici di proprietà e sei, quasi confinanti, condotti in affitto; tutti appartenenti al medesimo terroir, ma con alcune differenze tra un vigneto e l’altro e all’interno di ogni singolo appezzamento. I vigneti, dal 1991, sono inerbiti, in modo che l’erba, sottraendo alla vite un po’ d’acqua, ne temperi e ne regoli l’accrescimento vegetativo e faccia sì che gli acini risultino più piccoli e dunque più concentrati. Contemporaneamente, tutti gli anni i terreni vengono concimati di sostanza organica di origine animale, e irrorate le foglie, durante l’estate, con estratti di alghe, che hanno l’effetto di ristorare le piante. La nutrizione delle viti, dunque, è tutta a base di prodotti naturali, e di basso impatto sono pure i trattamenti anticrittogamici: principalmente rame, zolfo ed estratti fenolici. I vigneti de La Tosa sono sei: Morello, Sorriso, Ronco e Bel Sorriso, Cà di Terra e Bellaura. I vitigni coltivati sono otto, quattro a bacca bianca e quattro a bacca rossa: la Malvasia di Candia Aromatica, il Sauvignon, l’Ortrugo, il Trebbiano Romagnolo, la Barbera, la Bonarda, il Cabernet Sauvignon e il Merlot. Nel 2013 è uscito il primo Gutturnio frizzante, mentre continua la ricerca sulla vinificazione senza solfiti aggiunti. Presso la sede aziendale si trova un museo della Vite e del Vino, uno fra i pochi della regione. Tra loe ultime novità è inozoato l'utilizzo di lieviti indigeni, raccolti in campo da uve e fiori, verificati e scelti in base alla capacità fermentativa e alla qualità del vino. Prosegue la sperimentazione per ridurre i solfiti, che ha come testimone il Terre della Tosa, prodotto in totale assenza di solfiti aggiunti a partire dal 2010.